Una scena breve.
Oppure scegli qui sotto la scena che ti risuona di più, ora:
Non importa cosa ha scatenato questo stato. Dimmi dove lo senti, anche solo fisicamente.
Stessa situazione, emozioni diverse → strumenti diversi.
Cosa Fare Se™ accompagna ogni giorno: c'è cosa fare nel momento, e cosa fare per stare meglio nel tempo. Ecco le porte principali.
La prima volta entra da S.O.S. o Dall'emozione anche se stai bene. Vedi come funziona la mappa nei momenti che contano. Poi torna in Oggi e lascia che ti accompagni giorno per giorno.
È il tuo libretto di istruzioni.
Lo strumento per decidere con lucidità, anche di fretta.
Da 10 anni raccolgo strumenti per decomprimere lo stress e fare bene senza consumarsi. E ho capito che tanto parte dalla buona gestione delle emozioni: se alle 3 del mattino non ci si riaddormenta, la domenica sera arriva già la tensione, ci si tratteniamo in silenzio o escono risposte nervose… vuol dire che stiamo obbedendo alle emozioni anziché ascoltarle.
— Francesca Ferrario
Quasi tutto quello che si dice sull'intelligenza emotiva resta astratto. Cosa Fare Se™ rende il suo impatto misurabile in tempo reale — non solo nel quotidiano, ma minuto dopo minuto.
Ogni tecnica è strutturata in 3 step da pochi minuti. Prima di iniziare ti chiedo come stai (da 1 a 10). Alla fine te lo richiedo. In mezzo, succede qualcosa che si sente — nel corpo, nella testa, nella qualità delle decisioni che si prendono nei minuti successivi.
Non è un'app di meditazione. È uno strumento per decidere meglio sotto pressione — al lavoro, in famiglia, di notte alle 3 — usando l'intelligenza emotiva come tecnologia, non come filosofia.
C'è un modo di lavorare, e di vivere, che non ti consuma.
Non è quello che conosci bene: fare tutto, reggere tutto, tenere tutto insieme mentre aspetti che arrivi il momento in cui finalmente puoi fermarti. Quel momento non arriva mai.
Ma non è nemmeno il suo contrario: abbassare le aspettative, rallentare, fare di meno. Quella non è una soluzione. È solo un'altra forma di insoddisfazione.
La Terza Via nasce dall'osservazione di quello che succede alle persone ambiziose che funzionano bene nel lungo periodo: non hanno smesso di impegnarsi. Hanno cambiato il rapporto con l'impegno.
Lo sforzo non sparisce. Ma smette di essere il prezzo da pagare per qualcosa che ancora non c'è, e diventa l'energia con cui fai le cose che contano, adesso.
C'è un'abitudine mentale molto diffusa: rimandare la soddisfazione. Prima finisco questo, poi respiro. Prima risolvo questa situazione, poi sto bene.
Ma sei già in quel momento della vita. Hai già costruito qualcosa. I risultati ci sono già, non tutti, non definitivi, ma ci sono adesso. Raccogliere non significa fermarsi o accontentarsi. Significa smettere di trattare quello che hai come un acconto su qualcosa che deve ancora arrivare.
Per portare La Terza Via nella pratica quotidiana, Francesca Ferrario ha formalizzato un metodo: Ri.D.E.N.T.E., sei lettere, sei passi, un percorso che puoi fare in cinque minuti o in cinquanta.
Ri.D.E.N.T.E. non è una sequenza rigida: è una bussola. In alcuni momenti bastano i primi due passi. Quello che conta è che hai sempre un punto di riferimento.
Le tecniche presentate integrano approcci di IFS (Internal Family Systems), PNL, CBT, DBT, Positive Intelligence e mindfulness somatica, applicate nelle modalità proprie del coaching, come strumenti di consapevolezza e sviluppo personale.
Questo strumento non sostituisce il supporto psicologico o psicoterapeutico. Se stai attraversando un momento di crisi profonda, ti invitiamo a cercare supporto professionale.
Per saperne di più sul metodo e sui percorsi individuali: francesca@francescaferrariocoach.com
Ingrassia descrive 5 canali di comunicazione che si attivano contemporaneamente e spesso si contraddicono: espressioni facciali, linguaggio del corpo, voce (tono, ritmo, volume), contenuto verbale e stile verbale (come si dice, non cosa si dice). Imparare ad ascoltare su più canali significa cogliere informazioni che le parole da sole non trasmettono.
Questo vale anche verso se stessi: notare la propria voce quando si è tesi, la propria postura quando si è demotivati, la velocità del parlato quando si è in ansia — questi segnali corporei precedono spesso la consapevolezza cognitiva.
💡 Dal metodo AEC: "Un singolo segnale può essere attribuito a valutazioni che possono risultare contraddittorie tra loro." Allenare questa lettura richiede pratica — ed è esattamente quello che si sviluppa in un percorso di coaching.
Sei uscita da te. Torniamo dentro — un senso alla volta. Funziona quando sei in panico, dissociata, fuori dal corpo, o non sai da dove iniziare. Si fa anche in pubblico: nessuno vede cosa stai facendo.
🧠 DBT · Marsha Linehan · Grounding techniques. I 5 canali sensoriali in sequenza spostano l'attenzione dal sistema di allarme alla realtà del presente. Interrompe il loop ruminativo. Nessuna controindicazione.
La mindfulness non è svuotare la mente: è osservare con curiosità quello che c'è. Invece di combattere un'emozione difficile, ci si siede con lei e si chiede: "Cos'è questo?"
Nicoletta Cinotti (Mindfulness ed Emozioni): la curiosità è inversamente proporzionale alla paura. Più ci avviciniamo all'esperienza con spirito d'indagine, meno ci sopraffà.
🧠 Cinotti: "La curiosità è azzurra come il cielo. Ci sta addosso e può essere grande come il mondo. È l'emozione principale del sistema di ricerca delle risorse." (da Jon Kabat-Zinn)
Le emozioni non sono solo nella testa: sono letteralmente energia nel corpo. Prima di darle un nome, senti dove si trova nel tuo corpo. È lì che si scioglie.
🧠 Somatica: stare con la sensazione fisica, con curiosità invece che con resistenza, amplia la finestra di tolleranza. Il sistema nervoso si apre quando non si sente forzato.
Una domanda di responsabilità, non di colpa. In ogni situazione c'è una parte fuori dal tuo controllo (quello che fanno gli altri, quello che è successo) e una parte dentro il tuo controllo (cosa scegli di fare adesso, da questo stato). La domanda "Guidi tu o loro?" riporta il focus sulla seconda.
Non è un giudizio — è una chiarificazione. Aspettare ha un costo nascosto: ogni minuto in cui aspetti che qualcun altro cambi, scegli implicitamente di rimanere fermo.
📖 Coaching · Locus of control (Rotter) · Stoicismo applicato. Spostare il focus da ciò che non controlli a ciò che controlli riduce ansia e aumenta agency.
Il cervello in uno stato emotivo basso vede solo opzioni basse. In uno stato emotivo alto vede opzioni che prima non esistevano. Non è ottimismo: è neurobiologia del filtro percettivo. Per scegliere bene, prima cambia stato — poi guarda le opzioni.
"Leggi la fine" è una domanda che proietta l'attenzione oltre il momento contratto: cosa sembra possibile da qui? Cosa avresti scelto guardando indietro?
📖 PNL · Coaching ontologico · Flash Forward. Lo stato definisce le opzioni: cambiare stato cambia ciò che è visibile.
Secondo l'Analisi Emotivo Comportamentale (Diego Ingrassia, dal metodo Paul Ekman), ogni emozione intensa ha un trigger — un evento scatenante — seguito da un processo automatico rapido (200ms) che il cervello attiva prima ancora che tu ne sia consapevole. Riconoscere questo meccanismo è il primo passo per non esserne governati.
Il periodo refrattario è il tempo dopo un'emozione intensa durante il quale il cervello filtra le informazioni in entrata: vede solo quello che conferma lo stato emotivo attuale. Decidere durante il periodo refrattario significa decidere con informazioni distorte.
📖 Ingrassia: le emozioni hanno una funzione adattiva — sono state selezionate dall'evoluzione perché utili alla sopravvivenza. Anche la rabbia che non capisci serve a qualcosa. La domanda non è "come eliminarla" ma "cosa mi sta segnalando?".
Le convinzioni che hai oggi le hai acquisite per ripetizione, familiarità, intenzione e costanza, spesso senza accorgertene. Puoi usare gli stessi meccanismi per costruire convinzioni nuove.
Un mantra non è una formula magica: è un pensiero scelto consapevolmente che ripeti abbastanza da renderlo familiare. Familiare = credibile. Credibile = accettato dal cervello.
💡 Non scegliere qualcosa di troppo lontano dalla tua realtà: il cervello lo rifiuterà. Parti da qualcosa di credibile che sposta il focus nella direzione giusta.
Il cervello filtra la realtà in base alle esperienze passate (Tara Swart — La Fonte). Se un'emozione intensa ha plasmato una credenza, il cervello tende a confermarla. La neuroplasticità permette di cambiarla — ma serve ripetizione consapevole.
💡 Swart: "Se queste cose influiscono sulla vostra vita al punto da condizionarla profondamente, dovete trovare il modo di superarle." La neuroplasticità è la buona notizia: il cervello può cambiare a qualsiasi età.
Quando una parte di te ha "preso il microfono" — il Controllore, il Giudice, il Pompiere — la prima reazione istintiva è combatterla ("non devo essere così") o assecondarla ("fa quello che dice"). Entrambe rinforzano il pattern. La terza via, dall'IFS di Richard Schwartz, è nominarla e ringraziarla.
Nominare crea distanza utile: passi dall'essere l'emozione all'avere una parte che la sta vivendo. Ringraziare riconosce l'intenzione protettiva — perché quella parte, anche quando ti danneggia oggi, è nata per proteggerti ieri.
📖 IFS · Internal Family Systems · Richard Schwartz. Le parti non sono nemiche: sono Protettori. Combatterle le rinforza; ascoltarle le rilassa.
Ogni azione nasce da un pensiero. Ogni pensiero genera un'emozione. Ogni emozione guida un'azione. E ogni azione produce un risultato che rafforza il pensiero di partenza, in un circolo continuo.
Pensiero → Emozione → Risposta → Azione
La P.E.R.A. non è una teoria: è uno strumento pratico per osservare i circoli automatici, per scegliere di cambiarli.
💡 Il punto di ingresso nel circolo è il pensiero. Cambia il pensiero, cambia tutto il resto.
Senza autoconsapevolezza, siamo impotenti di fronte ai nostri pensieri e sentimenti. La meditazione ci fornisce gli strumenti per riprendere il controllo (Giovanni Dienstmann — Manuale Pratico). La metafora: la mente è una casa. I pensieri sono ospiti. Il "padrone di casa" è la consapevolezza che può scegliere quali ospiti fare entrare e quali accompagnare alla porta.
🧠 Dienstmann: "Maggiore è la consapevolezza di ciò che accade nella nostra mente in ogni momento, più ci conosceremo. La consapevolezza è questa qualità di vigilanza, di presenza."
Quando l'attivazione è troppo alta per pensare — il cuore corre, il petto è chiuso, la mente accelera — il corpo ha bisogno di un input fisico forte e rapido. Il freddo sui polsi (o sul viso) attiva il diving reflex: il battito rallenta in pochi secondi, in modo riflesso, senza chiedere il permesso alla mente.
Fa parte del protocollo TIPP della DBT (Dialectical Behavior Therapy): Temperature, Intense exercise, Paced breathing, Paired muscle relaxation. La T è la più rapida.
🧠 DBT · Marsha Linehan · TIPP. Il riflesso di immersione rallenta il battito riflessamente — bypassa la corteccia, agisce sul tronco encefalico. Effetto in 15–30 secondi.
Quando la lista è troppo lunga, l'energia troppo bassa, o la cosa "giusta da fare" sembra impossibile — non serve un piano. Serve un primo mattone: l'azione più piccola possibile, talmente piccola da essere ridicola, che però sposta il corpo nella direzione giusta.
Non "fare sport" → mettere le scarpe. Non "scrivere il report" → aprire il documento. Non "rispondere a tutti" → scrivere il primo nome. Il cervello non resiste alle azioni minime perché non sente la minaccia dello sforzo.
📖 Atomic Habits · James Clear · Two-Minute Rule. L'inerzia si rompe con la fisica, non con la motivazione: massa minima, direzione giusta.
Nei momenti di equilibrio — anche brevi, anche ordinari — il corpo ha una firma precisa: come è il respiro, come sono le spalle, dove sta il peso, com'è la mascella. Questa firma è il tuo punto di ritorno. Memorizzarla quando c'è ti dà un riferimento concreto a cui tornare quando manca.
Non è "essere sempre calmi". È avere una mappa del territorio della calma, così che, quando ti perdi, sai cosa cercare.
📖 Somatic IFS · Susan McConnell · Polyvagal-informed therapy. La regolazione dal basso (corpo → mente) è più rapida e affidabile della regolazione dall'alto (pensiero → corpo).
Quando l'attivazione del sistema nervoso è alta — ansia, panico, rabbia che sale — serve un pattern respiratorio asimmetrico che spinga il corpo verso il parasimpatico. Espirare più lungo dell'inspiro è il segnale biologico universale di "il pericolo è passato".
Non è un esercizio di rilassamento generico: è un protocollo neurofisiologico. Si chiama 4·7·8 (Andrew Weil) e attiva il nervo vago in pochi cicli.
🧠 Neuroscienze · Teoria Polivagale (Porges) · Andrew Weil. L'espirazione lunga attiva il ramo ventrovagale del parasimpatico, riducendo cortisolo e frequenza cardiaca in 60–90 secondi.
In riunione e devi restare lucida. Non calma-svenuta — lucida e calma. Diversa dal 4·7·8: non abbassa la vigilanza, mantiene lo stato di allerta calma.
Il pattern simmetrico stabilizza il sistema nervoso senza spegnere l'attenzione: parasimpatico ventrovagale online, corteccia prefrontale online. Usato dai Navy SEAL e da unità ad alta pressione per mantenere performance cognitiva sotto stress.
🧠 Neuroscienze · Teoria Polivagale (Porges). Fase D · Decomprimi · Q1 (alta intensità in cui serve restare svegli e centrati).
Quando lo stato è basso e il salto verso "stare bene" sembra impossibile, il cervello rifiuta. La Scala di Hicks propone l'opposto: non cercare la gioia, cerca il prossimo piccolo sollievo. Un millimetro alla volta, su una scala che il cervello accetta.
La formula è: "Non sarebbe bello se…" + qualcosa di piccolo, credibile, immaginabile. La forma interrogativa apre, non forza. Il "non sarebbe bello" rende la cosa desiderabile senza imporla.
📖 Esther Hicks · Abraham · Emotional Guidance Scale. Il cambiamento di stato è graduale: tre gradini sopra è raggiungibile, dieci no.
Quando stai bene — calmo, lucido, presente — il cervello tende a non registrare quello stato come "risorsa". Il segnalibro emotivo (dalla PNL) è un gesto fisico intenzionale che ancora uno stato positivo a un punto del corpo, così che dopo, in un momento difficile, il gesto stesso possa richiamarlo.
Funziona per condizionamento associativo: come la campanella di Pavlov, ma scelta da te, su di te.
📖 PNL · ancoraggio · Bandler & Grinder. Condizionamento associativo applicato volontariamente: il corpo registra, il gesto richiama.
10 secondi. Non servono pensieri positivi — serve solo attenzione sensoriale. È la tecnica più rapida disponibile: si fa ovunque, anche durante una conversazione. Va prima di qualsiasi altra tecnica per creare lo spazio necessario.
🧠 Positive Intelligence · Shirzad Chamine · neuroscienze contemplative (Davidson). Sposta l'attività dalla rete ruminativa (default mode network) al circuito sensoriale in 10 secondi. Effetto misurabile sul cortisolo. Fatte 100 volte al giorno per 6 settimane riorganizzano i circuiti neurali.
In un momento KO, tutto sembra andare storto, le energie mancano: non serve capire perché. Serve cambiare il segnale che stai mandando al tuo sistema nervoso adesso.
Ci sono due leve immediate: la fisiologia (come si sta nel corpo) e il focus (cosa si sta pensando).
🧠 Neurobiologia: il corpo non può essere in allerta e in riposo allo stesso tempo. Cambiare la fisiologia interrompe il segnale di pericolo, prima ancora che la mente capisca perché.
I pensieri automatici negativi non sono la realtà: sono interpretazioni. Il cervello li produce per proteggersi, ma spesso bloccano invece di aiutare. Si possono cambiare.
💡 Il cervello non resiste ai cambiamenti: resiste solo a quelli che non trova credibili. Parti sempre da qualcosa che la tua mente riesce ad accettare.
Prima di usare qualsiasi tecnica, c'è una cosa importante da capire: le emozioni intense non arrivano dal nulla. Nascono da parti di noi — chiamale Voci Narranti, Guardiani, parti protettori — che interpretano la realtà in automatico, spesso basandosi su esperienze molto vecchie.
Non sono nemiche. Sono parti formatesi nell'infanzia per proteggerti, che ancora oggi fanno il loro lavoro — anche quando non ne hai più bisogno. Il Controllore genera ansia quando le cose sfuggono, perché un tempo aveva bisogno di tenere tutto sotto controllo per sentirti al sicuro. Il Giudice critica preventivamente, perché un tempo era meglio farlo tu prima che lo facessero gli altri. Il Pompiere ti porta a comportamenti impulsivi per spegnere il dolore in fretta.
Immagina di essere il regista di un film. Le Voci Narranti sono gli attori: ognuno recita la sua parte con convinzione totale. Quando una Voce "prende il microfono", senti la sua emozione come se fosse l'intera realtà. Il lavoro non è silenziare gli attori — è tornare in cabina di regia, ascoltarli e scegliere consapevolmente come rispondere.
Il problema non è obbedire o rinnegare queste Voci. Obbedendo le lasciamo guidare ogni reazione — e continuiamo a ottenere gli stessi risultati. Rinnegandole o sopprimendole, tornano più forti, spesso travestite da malessere fisico, stanchezza o esplosioni improvvise. La terza via: ascoltarle, ringraziarle, e trattare con loro — capire cosa proteggono e cosa temono. Questo è il cuore di IFS e del metodo Ri.D.E.N.T.E.
📖 Approfondimento: le Voci Narranti nel metodo Ri.D.E.N.T.E. corrispondono ai Protettori/Manager nell'IFS di Richard Schwartz e ai Sabotatori nel framework PQ — con una differenza fondamentale: nel metodo Ri.D.E.N.T.E. le chiamiamo Guardiani o Voci Narranti rimuove l'antagonismo implicito nel termine "sabotatore". Secondo IFS, queste parti non sabotano — proteggono. Il punto di partenza è radicalmente diverso.
Il loop frustrazione → pensiero → frustrazione si nutre di "cose utili": pensare alla soluzione, controllare il telefono, riformulare il problema. Per uscirne, serve fare per 60 secondi qualcosa di esplicitamente non utile: il cervello esce dal default mode network e si resetta.
Arianna Huffington (Thrive) lo chiama Wonder Break: una breve interruzione di stupore, attenzione totale a qualcosa di gratuito. Una nuvola, una crepa nel muro, il rumore di sottofondo, le mani.
📖 Thrive · Arianna Huffington · Neuroscienze contemplative. Lo stupore disattiva il default mode network (rete della ruminazione) e attiva il sistema attenzionale esecutivo. Effetto misurabile in 60–90 secondi.
Quando la giornata è stata troppo — riunioni, scadenze, rumore mentale — il corpo accumula tensione che non si scarica da sola. "Spazio dentro" è una pratica breve di rientro: invece di combattere la tensione periferica, l'attenzione si sposta in un punto interno di quiete che il rumore esterno non raggiunge.
Funziona quando ci si sente sovraccarichi, scaricati dopo un lavoro interiore intenso, o semplicemente serve un "centro" da cui ripartire. Non serve esperienza con la meditazione: bastano 3–5 minuti in una posizione comoda.
🧠 Pratica di interocezione · radici nella meditazione contemplativa e nella Somatic Experiencing (Levine). Spostare l'attenzione dalla periferia al centro corporeo attiva il parasimpatico ventrovagale e crea un ancoraggio neurobiologico stabile.
Nessuna tecnica è stata inventata qui: sono state selezionate, integrate e adattate. Ogni strumento ha una disciplina di provenienza e un motivo preciso per essere in questo metodo.
Chi arriva su Cosa Fare Se™ trova uno strumento interattivo che guida attraverso le emozioni, passo dopo passo, nel momento in cui serve. Non serve sapere nulla in anticipo. Basta scegliere da dove si vuole partire.
Quando scopri che gestire le emozioni è diverso dallo sfogarle: sport, scroll, silenzio che comprime tutto, avvicinandosi all'intelligenza emotiva, c'è un momento particolare. Le tecniche le capisci. Ma quando la vita succede davvero: cuore che accelera, mente che non si ferma, non riesci ad applicarle. Non è un tuo limite: nel picco emotivo la parte razionale del cervello è parzialmente offline. Ricordare la tecnica giusta lì è come leggere un manuale mentre l'acqua sale.
Questa mappa non richiede la testa.
Richiede solo di seguire i rimandi.
La buona notizia è che l'intelligenza emotiva è un'abitudine, e le abitudini si allenano. Dopo un numero sufficiente di volte, molte meno di quante si pensi, il cervello inizia ad applicare le tecniche in automatico, portandone tutti i benefici in modo spontaneo. Ma per arrivarci serve una palestra. Questo progetto è quella palestra.
Per saperne di più: francesca@francescaferrariocoach.com
Dalla Home scegli una delle quattro porte di ingresso:
Una volta dentro, ogni schermata ti dice cosa fare e dove andare dopo. Non devi decidere tu: segui i rimandi.
Ogni emozione si trova in uno dei quattro quadranti, definiti da due assi: intensità (alta o bassa) e piacevolezza (spiacevole o piacevole). Capire in quale quadrante sei ti dice quale strumento usare, e perché non puoi saltare da un'emozione intensa alla calma direttamente.
Il percorso naturale è Q1 → Q2 → Q3. Le tecniche ti accompagnano lungo questo percorso, un passo alla volta.
Quando siamo in un'emozione intensa (Q1), la parte razionale del cervello è parzialmente offline. È fisiologico. Significa che le istruzioni complesse non funzionano, e che cercare di "pensarci su" peggiora le cose.
Le tecniche qui dentro non richiedono la testa. Richiedono solo di seguire i rimandi. Lavorano prima sul corpo (sistema nervoso), poi sull'emozione, poi sul pensiero, nell'ordine giusto.
Le tecniche integrano IFS, PNL, CBT, mindfulness somatica e Positive Intelligence, applicate come strumenti di coaching e sviluppo personale, non come intervento clinico.
Le fonti scientifiche includono: Porges (Teoria Polivagale), Lieberman (Affect Labeling), McConnell (Somatic IFS), Tara Swart (La Fonte), Nicoletta Cinotti (Mindfulness ed Emozioni), Giovanni Dienstmann (Manuale Pratico di Meditazione), Jon Kabat-Zinn (Mindfulness Based Stress Reduction), Daniel Siegel (Finestra di Tolleranza), Diego Ingrassia (Il Cuore nella Mente, ROI Edizioni) con il metodo AEC di Paul Ekman.
Mentre vivi una situazione, una parte di te la interpreta in automatico: anticipa, giudica, spiega. Come qualcuno al cinema che ti sussurra all'orecchio cosa sta per succedere prima ancora che tu lo veda.
Queste sono le Voci Narranti: parti formatesi nell'infanzia per proteggerti, che ancora oggi filtrano la realtà con la mappa di quando avevi sei anni. Non sono nemiche: sono vecchie amiche con strumenti del passato.
Imparare a riconoscerle è uno degli effetti più profondi di questo lavoro. Vuoi capire meglio come funzionano e come parlarci?
Coach, fondatrice de La Terza Via del Successo. Per conoscermi meglio, scoprire i percorsi individuali o lavorare insieme:
Questo strumento è un supporto di coaching — non sostituisce il supporto psicologico o psicoterapeutico. Se stai attraversando un momento di crisi profonda, ti invitiamo a cercare supporto professionale.
Usalo quando ne hai bisogno, non solo quando stai bene. È progettato per i momenti difficili, non solo per quelli in cui hai già le risorse.
Segui i rimandi — non saltare tra le schermate a caso. Ogni sequenza ha un ordine che rispetta come funziona il sistema nervoso.
Per domande o per lavorare insieme: francesca@francescaferrariocoach.com
A 27 anni il corpo si è fermato. Tre mesi a letto. Poi sono tornata, esattamente come prima. Tre anni dopo ero dirigente di una multinazionale americana. Tre anni ancora ed è arrivato il secondo burnout. Quella volta ho scelto di cambiare strumenti, non lavoro. Da quel momento è nato tutto questo.
— Francesca Ferrario, coach e fondatrice de La Terza Via del Successo
Francesca Ferrario è coach e formatrice. Ha passato vent'anni nelle aziende, tanti in grandi multinazionali internazionali, fino a diventare dirigente a 31 anni con un team di 50 persone in più paesi. Da fuori sembrava tutto perfetto. Da dentro, il corpo stava presentando il conto.
A 27 anni tre mesi a letto: mente e corpo avevano smesso di reggere. Si è rialzata, è tornata. Poi ha riconosciuto in tempo i segnali di un secondo burnout. Quella volta, invece di cambiare lavoro, ha scelto di cambiare strumenti.
Ha studiato con i migliori formatori internazionali in neuroscienze, PNL, IFS, Positive Intelligence e mindfulness somatica. Ha ottenuto la certificazione come Mental Coach con credenziali NLP Academy USA, come Master Practitioner PNL e come Mindfulness Coach. Ha portato quello che imparava prima su se stessa, poi nelle aziende, poi, dal 2022, nel lavoro che è diventata.
Quello che trovi qui non viene dai libri. Viene dalla stanza.
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Sito: francescaferrariocoach.com